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Boston, USA

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linea di fuga verso il mare

sabato 5 aprile 2008

LE FILASTROCCHE DI SPAZIOLIBERINA ED ALTRO:Premessa

da Le Stagioni delle Parole di Antonia Colamonico


(Antonia Colamonico, presentazione del saggio Fatto Tempo Spazio. Libreria Quintiliano, Bari. 20 maggio 1993)

La raccolta di poesie e racconti le filastrocche di spazioliberina ed altro è stata scritta nell’arco di due anni, tra la primavera del ‘91 e la primavera del ‘93. Si presenta come un insieme frammentato di emozioni, pensieri, percezioni che piano, piano disegnano una nuova coscienza, la quale va ad inserirsi, inconsapevolmente, nella corrente di pensiero che fa capo al postmoderno.

Il punto di partenza è la coscienza della grave crisi di valori, seguita al crollo delle ideologie e dei miti del ‘900 e dalle ceneri di un’identità frantumata prende corpo una nuova soggettività che vuole rivendicare quegli aspetti dell’io, negati nella società di massa, come l’aspirazione d’infinito, la libertà del singolo, la capacità di sognare e di progettare una realtà di amore.

La scoperta del disordine del vivere, quale impossibilità per l’uomo a programmare nei dettagli il futuro, evidenzia la presunzione di chi ha creduto di poter ordinare la società secondo una visione univoca e di conseguenza autoritaria.

Il caso, inteso come l’imprevisto che ci governa, porta alla scoperta del tu, quale altro da sé che può insegnare con la sua diversità e univocità un modo nuovo di essere uomo. La scoperta del limite riconduce a Dio; un Dio che nel racconto la finestra entra nella Storia.

Attraverso un gioco d’introspezione che a volte ha del paradosso, la raccolta giunge alla riscoperta della semplicità quasi fanciulla dei detti, dei sentimenti e dei comportamenti. Semplicità che in un sistema fortemente strutturato ed irrigidito in schemi sempre più complessi, come quello Occidentale, è impersonata dalla protagonista, spazioliberina, non a caso donna e custode della maternità e continuità della vita. Ed è proprio lei, donna e madre, ad aiutare il suo strutturato spaziostretto (... un po’ uomo, un po’ bambino...) a ritrovare la dimensione del sogno, del gioco e dell’amore.

La raccolta, pur essendo unico il filo del racconto, si divide in due parti, le filastrocche e i racconti, scritte in due momenti diversi. Esse corrispondono a due differenti stili linguistici.

  • le filastrocche di spazioliberina
Sono un esempio di costruzione di un codice nuovo più idoneo alla velocità della società informatica che, attraverso il potenziamento dell’occhio, giunge alla scoperta della dimensione spaziale, quale sviluppo di una coscienza duale e relazionale. L’occhio che legge lo spazio essendo nodale, aiuta a superare la dimensione lineare ed univoca del pensiero temporale che a lungo andare ha determinato gli irrigidimenti ideologici. L’occhio che legge lo spazio è libero di andare in più direzioni e tale libertà si traduce in una maggiore accettazione del diverso inteso come altra angolazione di lettura.

La nascita di un nuovo modo di osservare, di percepire e di costruire è evidenziata in cambiamento di stato, in cui liberina scopre il punto, lo spirito, lo spazio intesi come libertà, anima, infinito. Da tale scoperta nasce in lei la voglia di essere colore della nuova coscienza che riporterà l’uomo occidentale a Dio e al fratello del grande villaggio biostorico.
  • ed altro
Utilizzando un codice più tradizionale, si racconta il tempo del mondo, quale susseguirsi di attimi che non corrispondono ai tempi dell’io. Da tale dualismo nasce la lacerazione e la conflittualità tra le aspettative del singolo e le risposte e le richieste della società.

La constatazione della frantumazione dell’esistere, tuttavia non impedisce alle diverse donne dei veloci racconti, di costruire un’identità serena ed armoniosa, attraverso la capacità a donarsi una pausa, fermando l’attimo. Il gioco di lettura che permette alle protagoniste di aprire spazi di riflessione, è l'uscire dal sé, assumendo con un salto di prospettiva una metaposizione, non per compiere un’indagine di autocritica sul proprio operato, ma solamente per imporre al tempo della società il proprio ritmo vitale. Solo costruendo un’ecologia della mente-azione si può impedire alla voracità del mondo di schiacciare il proprio senso della vita.

L’intera raccolta, in sintesi, può essere letta come anelito ad un significato più intimo dell’esistere.


Dedico questa pagina, con un bacio, a mio figlio Marcello, in quanto le filastrocche di spazioliberina, spaziostretto e spazio birichino, hanno rappresentato l'entroterra culturale e fantastico su cui lui ha elaborato la sua capacità matematica.

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